campagna per ottenere il diritto di voto fuori sede in Italia

Secondo l’ISTAT, nel nostro Paese si stima che siano circa 4.9 milioni le persone alle quali viene sistematicamente preclusa la possibilità di esercitare il diritto di voto.

Si tratta soprattutto di giovani tra i 18 e i 35 anni che si spostano per motivi di studio o alla ricerca del primo impiego. Moltissimi di loro provengono dalle regioni del Sud, dalle quali sono costretti a emigrare verso il Nord Italia a causa delle scarse opportunità offerte nei loro territori.

Determinate categorie di lavoratori, come gli appartenenti a corpi militari, alle forze di polizia, ai vigili del fuoco e i naviganti (marittimi o aviatori), in realtà possono già votare al di fuori del proprio comune di residenza, ma solamente in occasione di elezioni Politiche e Referendum.

Tutti gli altri elettori e le altre elettrici hanno diritto solo ad alcune agevolazioni sui costi di viaggio sostenuti per raggiungere il loro comune di residenza. Gli sconti disponibili sono però limitati ai treni a lunga percorrenza o ai voli della compagnia di bandiera che hanno prezzi di base molto elevati. Di conseguenza, gli spostamenti hanno costi molto impegnativi da sostenere per un giovane studente o lavoratore.

Il problema economico poi non è l’unico che i cittadini in mobilità si trovano ad affrontare: per molti di loro risulta difficile se non impossibile lasciare il domicilio perché gli obblighi di lavoro o di studio non consentono lunghi spostamenti. Un impedimento che ai prossimi referendum e alle prossime elezioni Politiche riguarderà milioni di persone.

Il voto a distanza è garantito già da anni in altri Paesi europei: in Svizzera, in Spagna e in Irlanda è possibile votare per corrispondenza; in Francia e in Belgio si può delegare il voto a un’altra persona; in Danimarca si può votare in anticipo, in un seggio speciale allestito per l’occasione presso il luogo in cui si è domiciliati; mentre in Germania è ammesso sia il voto per corrispondenza, sia il voto in un altro seggio, nei Paesi Bassi c’è la possibilità di delegare o di votare in un altro seggio. L’Italia è l’unico Paese europeo a non permettere il voto ai fuori sede, con l’eccezione di Cipro e Malta, piccole isole che non necessitano di sistemi per votare da remoto.

Da anni portiamo avanti con impegno questa campagna insieme a tante realtà della società civile, dal Comitato Iovotofuorisede a Will, con il supporto della Rete Voto Fuorisede.

Abbiamo ottenuto diversi risultati: a luglio 2023 è stata approvata alla Camera una legge delega al Governo che prevede una sperimentazione per il voto fuori sede in occasione delle Europee e dei Referendum. Dopo due anni di stallo parlamentare, in cui quella legge non è mai stata discussa, abbiamo deciso di lanciare dal basso una proposta di legge di iniziativa popolare che ha raccolto più di 50.000 firme e che oggi si trova sui banchi del Senato che – da regolamento – avrà dei tempi prestabiliti per discuterla e portarla in Aula.

In questi due anni, però, non siamo stati fermi. Ci siamo impegnati in numerose iniziative come la staffetta dal Senato a Sanremo di grande impatto mediatico, che ha portato il Parlamento ad approvare un emendamento al Decreto Elezioni 2024 per sperimentare il voto a distanza alle elezioni Europee dell’8-9 giugno 2024 per degli studenti universitari. In poche settimane si sono registrati 24.000 studenti e questa è stata la prima volta in assoluto che gli elettori italiani hanno potuto votare fuori sede. In occasione dei referendum 2025 sulla cittadinanza e sul lavoro, anche chi lavora e chi si sposta per cura ha potuto votare a distanza, con oltre 67.000 persone che hanno usufruito del voto fuorisede.

Per i prossimi referendum, il decreto elezioni emanato a fine dicembre non ha previsto la possibilità di voto fuorisede. Riteniamo sia un passo indietro inaccettabile, anche visto il tasso di astensionismo raggiunto nel nostro Paese.

Le nostre richieste:

  • chiediamo che sia garantito il diritto di voto a distanza per i referendum del 22-23 marzo 2026, attraverso l’approvazione degli emendamenti parlamentari o un decreto ad hoc del governo, al fine di consentire l’allestimento della macchina amministrativa per il voto in tempi adeguati;
  • chiediamo che l’iter della nostra proposta di legge di iniziativa popolare prosegua in tempi rapidi in Commissione al Senato. È fondamentale approvare la legge entro la fine della legislatura per garantire una volta e per tutte, entro le prossime elezioni Politiche, il diritto di voto per tutti i tipi di consultazione e per tutti i tipi di elettori fuorisede.

Firma anche tu per chiedere al Senato e al Governo di risolvere definitivamente il problema del voto fuori sede!

Modulo di