Parlare non deve costare un processo
Governo e Parlamento italiano
L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di azioni legali temerarie, le cosiddette "querele bavaglio". Proprio qui servono tutele più forti, non una legge che lascia fuori la maggior parte dei casi.
Nel maggio 2025, due cittadini di Pesaro segnalano alle autorità i possibili rischi ambientali e sanitari di un nuovo impianto per il gas liquido nel loro quartiere. Un mese dopo, l’azienda li porta in tribunale per diffamazione e chiede due milioni di euro di risarcimento.
Non è un caso isolato.
Quando parlare diventa rischioso
Queste azioni legali hanno un nome: SLAPP, Strategic Lawsuits Against Public Participation, le cosiddette querele bavaglio. Sono azioni infondate o sproporzionate usate per intimidire giornalisti, attivisti, organizzazioni e whistleblower e scoraggiarli dal denunciare, informare e criticare.
Anche quando un procedimento legale viene archiviato perché infondato, il danno può essere già fatto: anni di procedimenti, spese legali, tempo ed energie sottratti al proprio lavoro. L’obiettivo delle SLAPP è proprio questo: far paura e spingere all’autocensura.
Una legge che lascia fuori la maggioranza dei casi
L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di azioni legali temerarie. Ad avviarle sono spesso grandi multinazionali, ministri, viceministri, sottosegretari, quando non addirittura la Presidente del Consiglio, che ha querelato un comico per una battuta!
Nel 2024 l’Unione europea ha approvato una direttiva contro le SLAPP. Ha chiesto agli Stati membri di estendere le protezioni a tutti i bersagli di SLAPP, anche a quelli per cui non è potuta intervenire a causa dei limiti imposti dai trattati.
Il Governo italiano l’ha recepita con una normativa che esclude i procedimenti penali e tutti i casi puramente nazionali: stiamo parlando di circa il 90% delle SLAPP in Italia. L’Esecutivo è arrivato addirittura a limitare le protezioni previste dalla direttiva.
Proprio nel Paese europeo in cui le SLAPP sono più numerose, la legge lascia senza protezione la maggioranza delle persone colpite.
Chiediamo una protezione vera
Chiediamo al Governo e al Parlamento di correggere la normativa e di:
proteggere tutti i bersagli di SLAPP, nei procedimenti nazionali e transfrontalieri, civili, penali e amministrativi
limitare le richieste economiche sproporzionate;
garantire a chi subisce una SLAPP il rimborso integrale delle spese legali e il risarcimento dei danni;
introdurre sanzioni efficaci contro chi utilizza sistematicamente azioni legali temerarie per intimidire chi partecipa al dibattito pubblico.
Cercare di proteggere il proprio territorio da rischi ambientali, firmare una petizione per chiedere che venga riconosciuto un diritto, fare luce su un caso di corruzione, denunciare qualcosa che non va sono gesti normali in una società democratica. Nessuno dovrebbe essere costretto a rinunciarvi per paura di essere portato in tribunale con il rischio di dover pagare risarcimenti o spese legali.
Firma anche tu
Parlare, informare e denunciare non deve costare un processo.
Promossa da CASE Italia, il nodo italiano della Coalition Against SLAPPs in Europe
ARTICLE 19 Europe, Articolo 21, Certi Diritti, Environmental Paper Network, FADA Collective, Giulia Giornaliste, IrpiMedia, Meglio Legale, OBC Transeuropa, ReCommon, Rete No Bavaglio, STRALI, The Good Lobby Italia, Transparency International Italia, Wikimedia Italia
Petizione di
A:
Governo e Parlamento italiano
Da:
[Il tuo nome]
Chiedo di modificare la normativa italiana contro le SLAPP (Strategic Lawsuits Against Public Participation), affinché garantisca una protezione effettiva a tutte le persone che subiscono azioni legali temerarie per aver informato, denunciato o espresso critiche su questioni di interesse pubblico.
In un Paese in cui le azioni bavaglio rappresentano una grave minaccia per la libertà di espressione e d’informazione, non è accettabile che la legge lasci senza adeguate tutele la maggior parte delle persone colpite. Escludere i procedimenti penali e i casi puramente nazionali significa lasciare fuori circa il 90% delle SLAPP in Italia, privando giornalisti, attivisti, organizzazioni della società civile e cittadini di strumenti essenziali per difendersi.
Vi chiedo pertanto di intervenire per:
- introdurre tutele legali per tutti i bersagli di SLAPP, inclusi i procedimenti nazionali e transfrontalieri, civili, penali e amministrativi;
- Stabilire un tetto massimo alla richiesta per risarcimento danni in sede civile;
- garantire a chi subisce una SLAPP il rimborso integrale delle spese legali e il risarcimento dei danni materiali ed immateriali;
- introdurre sanzioni di sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive contro chi utilizza sistematicamente azioni legali temerarie per intimidire chi partecipa al dibattito pubblico;
- Prevedere l’obbligo per chi avvia un procedimento giudiziario riconosciuto come SLAPP di versare una cauzione a garanzia della copertura delle eventuali spese processuali e del risarcimento dei danni.
Cercare di proteggere il proprio territorio da rischi ambientali, firmare una petizione per chiedere che venga riconosciuto un diritto, fare luce su un caso di corruzione, denunciare qualcosa che non va sono gesti normali in una società democratica. Nessuno dovrebbe essere costretto a rinunciarvi per paura di essere portato in tribunale con il rischio di dover pagare risarcimenti o spese legali.
Parlare, informare e denunciare non deve costare un processo.